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DONNE IN CITTA'
Attraverso lo sguardo fotografico, l'individuazione dei luoghi storici delle donne, la loro rappresentazione, la creazione di una mappa orientata a rendere agevole soprattutto alle donne migranti la città di terraferma, è stata messea in evidenza l'importanza della struttura urbana, dell' articolazione geografica dei servizi e la necessità di una programmazione territoriale che metta al centro della propria attenzione i bisogni delle cittadine e dei cittadini. La città non può essere neutra; i marciapiedi, le piste ciclabili, l'organizzazione di spazi verdi, di mercati rionali, sono tutti elementi che fanno capire a quale cittadino ci si rivolge e se nel pensiero di chi la città la governa, c'è la comprensione che gli abitanti manifestano diverse esigenze. Una panchina può voler dire aggregazione, scambio di notizie ed esperienze, conoscenza. Non è neutro perciò collocarla o meno in un parco, in un viale, in una piazza. Quello che è stato realizzato è un lavoro di ricerca sulla città per mettere in luce gli aspetti positivi e mettere in evidenza quelli da modificare o ancora da realizzare. Città a misura di donna? In realtà una città a misura dei bambini, degli anziani, delle donne e di tutti i cittadini. Le iniziative sono state realizzate con la collaborazione di alcune associazioni femminili della città come Fatue, Fotosintesi e Vociperleggere, ma anche con il contributo dell'Università Ca'Foscari attraverso l'Archivio Scrittrici e scritture migranti, e con una collaborazione iniziata già da qualche tempo con l'Istituto Nazionale d iUrbanistica attraverso la sua sezione Veneto. E naturalmente con i servizi del Comune, in particolare con la Biblioteca Civica e con il Centro Culturale Candiani.
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