Proiezione del film 'La ragazza con
l’orecchino di perla'. Titolo originale 'Girl with a Pearl Earring'. Regia di Peter Webber. Interpreti Scarlett
Johansson, Colin Firth, Tom Wilkinson,
Judy Parfitt, Cillian Murphy
OR. G.B./Lussemburgo, 2003 Durata 99’
Nomination all’Oscar per miglior fotografia,
scenografia e costumi (2004)
È molto difficile girare un film su un pittore.
Specialmente se questo pittore, diversamente
da Caravaggio, non ha una vita romantica né
avventurosa: come si può descrivere un artista
la cui principale avventura è la pittura stessa
nelle pareti di una casa, e di uno studio in cui si
muove come un monaco, silenzioso, riflessivo,
concentrato su se stesso e sulle sue idee? Tale
era Johannes Vermeer, nato nel 1632 a Delft,
Olanda, e lì vissuto tutta la vita. Una pittura
lenta, meditata, pensata e ripensata in un
ambiente silenzioso al primo piano della casa
della moglie, anzi della suocera. Tutto quello
che sappiamo di lui ce lo raccontano i suoi
quadri. Ed è proprio partendo da questa idea
che Peter Webber, il regista, e Oliva Hetreed,
la sceneggiatrice, hanno immaginato un film di
straordinaria fedeltà, prima che storica, psicologica.
Essi partono da Ragazza con turbante,
un capolavoro di umanità semplice e disarmata
conservato nel Mauritshuis dell’Aia, e che ha
ispirato il fortunato libro di Tracy Chevalier
La ragazza con l’orecchino di perla (Guanda
editore). Così il film è una impressionante e
molto abile serie di tableaux vivants derivati da
quadri di Vermeer e dei pittori del suo tempo.
Il regista restituisce gli interni delle case e le
strade di Delft ispirandosi alle tele conosciute
del pittore, ma anche a quelle di altri maestri
come Pieter De Hooch.